Il Tartufo nel mondo antico

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Il Tartufo nel mondo antico

Breve storia dell'affascinante attività di ricerca del Tartufo, dai tempi antichi fino ad oggi.

Il tartufo è un frutto della terra conosciuto sin dai tempi più remoti. Le prime testimonianze scritte risalgono al 1600-1700 a.C circa. La sua storia è antica ed è per questo che sul suo conto erano nate tante leggende.

Per molto tempo i naturalisti si scontrarono sua classificazione: per molti era un’escrescenza del terreno, per altri una pianta, per altri ancora un animale. Il tartufo era molto apprezzato dai Romani che però molto probabilmente il loro “tuber terrae” non era il nostro profumatissimo tartufo bensì la “Terfezia Leanis” o specie simile. Le Terfezie, con un’intensità d’aroma non certo paragonabile al tartufo italiano, erano molto abbondanti e venivano raccolte in nord Africa e Medio Oriente. Questi tartufi erano scadenti solo nella qualità, perché, per quanto riguardava il prezzo, questo era salatissimo!

In Europa, per quasi tutto il Medioevo, i tartufi italiani non vennero considerati. Rimase il cibo di lupi, cinghiali, volpi, tassi, topi… ma poi fortunatamente, vi fu un’inversione di tendenza. Il Rinascimento vede l’epoca del trionfo del tartufo nostrano. Il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia. In Europa poi assunse varie dizioni: truffe in Francia, truffel in Germania e truffle in Inghilterra. I poeti spiegarono l’origine del prezioso fungo come un frutto di un fulmine scagliato in prossimità di una quercia da Dio Giove. Dio Giove è anche famoso per la sua prodigiosa attività sessuale, ed è per questo che al tartufo si sono attribuite qualità afrodisiache.

Per alcuni alchimisti dell’epoca, il suo aroma era una sorta di “quinta essenza” che provocava sull’essere umano un effetto estatico. “Il tartufo quindi come sublime sintesi della soddisfazione dei sensi a rappresentare l’essenza di un piacere superiore”. Il musicista Rossini lo definì il “Mozart dei funghi”. Lo scrittore Lord George Byron era solito tenerne uno sulla scrivania, confidando che il profumo stimolasse la creatività e la scrittura.

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In passato il tartufaio grazie alle sue competenze e alla sua conoscenza della natura, raccoglieva, con i maiali il tartufo. Nei boschi avreste trovato i cavatori con il loro maialino al guinzaglio impegnati a scovare i gustosi tartufi. La cerca del maiale non è mirata, non scava nel punto preciso in cui si è sviluppato il tartufo ma era piuttosto una specie di aratura. strappava radici, scovava tartufi acerbi… e altra difficoltà dell’andare a cercare i tartufi con il maiale era dovuta alla stazza: finché i maiali erano piccoli era ancora semplice trasportarli, ma quando raggiungevano la maturità la cosa diventava proibitiva. Come era molto complicato fermare il maiale e togliergli i tartufi dalla bocca una volta trovati! Insomma erano più i danni che i guadagni!

Nel ‘700, il tartufo bianco era considerato presso tutte le Corti una prelibatezza. La ricerca del tartufo era diventato un divertimento di palazzo per cui gli ospiti e gli ambasciatori stranieri venivano invitati a parteciparvi. Da qui forse nasce l’usanza di utilizzare per la cerca un animale efficiente e molto più elegante come il cane, al posto del maiale. La cerca del tartufo con il maiale è stata possibile in Italia fino al 1985.

Nel nostro territorio esiste una legge che disciplina la raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo. Per praticare la raccolta del tartufo, il raccoglitore deve sottoporsi ad un esame per l'accertamento della sua idoneità. Le autorizzazioni di raccolta hanno valore sull'intero territorio nazionale. La cerca è consentita solo con l'ausilio di cani specificatamente addestrati, massimo 2 cani a conduttore e potrà essere effettuata nei periodi stabiliti dal calendario di raccolta.

alcuni dettagli sull'autrice:
Mi presento sono Antonella Labate, istruttrice cinofila riconosciuta Csen e referente nazionale di Pull Out. L'idea di creare pull out è nata frequentanto i tartufai. Ho capito che c'è bisogno di dare la possibilità, a chi vuole intraprendere l'attività/hobby di cercare tartufi, di potersi rivolgere anche presso i centri cinofili dove può trovare persone competenti perchè specializzate in tecniche di addestramento. Pull out è un percorso cinofilo completo che soddisfa le esigenze di qualsiasi persona; dall'esperto tartufaio che ha difficolta nella gestione del cane al neofita che vuole imparare con il cane a cercare tartufi nel miglior modo. Per chi preferisce c'è la possibilità di confrontarsi con prove regolamentate di ricerca e riporto del tartufo in ring, il regolamento disponibile sul sito csen cinofilia

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